IL MUSEO
L’acqua è la materia della vita. È matrice, madre e mezzo. Non esiste vita senza acqua.
Albert Szent-Gyorgyi
Il Museo delle culture di chi vive e di chi è vissuto ad Albese e nel circondario brianzolo e lariano. Il volto visibile di un’identità spesso dimenticata o ancora nascosta: invisibile, ma che scorre a fiumi nelle storie di chi, in questo lembo di terra lombarda, è stato accolto: vite segnate dall’acqua zampillante del Cosia – il torrente che, dalle pendici del monte Bolettone, fluisce a valle per gettarsi nel lago di Como.
Ma il Museo e le memorie che esso racchiude non sono di proprietà esclusiva di Albesini e limitrofi: al contrario, sono aperti all’interesse di tutti, nella misura in cui si riconosce all’acqua ed alle forme del vivere quotidiano da essa scalfite di essere portatrici di un inestimabile valore sociale e culturale. In una parola: sono “beni collettivi”. E beni di questo genere, per definizione, sono oggetto di una politica di tutela, di conservazione e di salvaguardia nonché di una comunicazione attiva e compartecipata, attenta ad evidenziare l’universalità di questo valore nell’intreccio delle relazioni umane e comunitarie.
L’acqua non ha memoria: per questo è così limpida.
Ramon Gomez de la Serna
ATTIVITA'
PERCORSI
Per sapere “che cosa” si trova esposto al museo, “come” e, soprattutto, “perché”, premi il cursore del mouse su una delle quattro arcate colorate… ed imbocca la strada…
Si tratta di sagome che ricordano quelle degli archi d’apertura di un antico lavatoio… quello storico di Albese, in via Pulici. La loro stilizzazione è stata scelta come simbolo iconico ‒ o, più comunemente, come logo ‒ del museo stesso. I colori di ciascun arco rinviano ad una delle quattro tematiche relative alle quattro macro-sezioni di cui il museo si compone.